XXX – Dissento, dunque siamo || 05.05.22 || Art Expo


XXX – Dissento, dunque siamo || 05.05.22 || Art Expo

Giovedì 5 maggio a partire dalle 17, presso il C4 – Centro di Contaminazione Creativa e Culturale (via Celso 12R), si terrà l’inaugurazione di XXX – Dissento, dunque siamo. Art Expo a cura di Elisa Lupi, Lucia Piersimoni e Francesca Danieli




Giovedì 5 maggio arriva al C4 una mostra veramente particolare, nella quale l’interazione tra opere e spettatore diviene centrale nello sviluppare un dialogo su tematiche quali sostenibilità sociale, capitalismo e discriminazione. Il progetto alla base di XXX – Dissento, dunque siamo è stato realizzato da Elisa Lupi, Lucia Piersimoni e Francesca Danieli.
Vi facciamo spiegare meglio il tutto direttamente dalle loro parole.


dissento dunque siamo

Dissento, dunque siamo è il nome e il motore del nostro progetto che cita Albert Camus nell’ ‘Uomo in rivolta’. Partendo dal cogito cartesiano, riassume il nostro punto di vista sul tema della sostenibilità sociale e sulle dinamiche capitalistiche, discriminatorie, gerarchiche, escludenti.

Riteniamo che solo la conoscenza possa permettere di innescare processi di trasformazione che, in quanto tali, sono irreversibili. Acquisita, difatti, la consapevolezza delle dinamiche caratterizzanti il mondo in cui siamo immersi e delle infinite connessioni tra gli esseri umani, animali, vegetali, la capacità di pensiero si sviluppa inevitabilmente in forme di dissenso anzitutto intellettuali che coinvolgono tutte/i noi abitanti dello stesso pianeta.

Il dissenso si pone, pertanto, come conseguenza della constatazione dello stato di fatto e come presa di coscienza che l’ordine reale e simbolico criticato dovrebbe e potrebbe essere altrimenti. Da ciò, il rifiuto del comando ricevuto e della realtà data per la realizzazione di un atteggiamento relazionale che permetta di vivere il mondo che ci circonda come spazio prezioso in cui essere insieme e agire insieme.

Sulla base di tali assunti, abbiamo sviluppato le nostre riflessioni che si pongono quale dialogo in continua evoluzione e interazione affinché ciascuna/o possa avere l’opportunità e lo spazio per testimoniare la propria esperienza e, dunque, da un ‘sono’ diventare un ‘siamo’. Troviamo cruciale la questione della testimonianza per disegnare nuovi immaginari, lasciando a ciascuna/o la parola mediante il coinvolgimento di più sguardi e punti di vista ed evitando in tal modo che le esperienze vengano universalizzate.

Da ciò l’idea di realizzare dei poster che immaginiamo da attaccare sulle pareti delle città per trasmettere il nostro messaggio di sensibilizzazione e, allo stesso tempo, per creare un dialogo.

L’oggetto stabile dei poster – che resta comunque eventualmente mutabile – è rappresentato dalle immagini alle quali si possono dare significati soggettivi sulla base della propria sensibilità ed esperienza, permettendo agli interlocutori di lasciare la propria traccia con l’inserimento di pensieri su post it intercambiabili.

Per rispondere alla coralità di voci di cui abbiamo detto e con il fine ultimo che il dissenso possa uscire dall’individualismo e dagli egoismi dei nostri tempi per assumere le vesti di un unico grande dissenso, abbiamo, inoltre, deciso di lavorare per sottrazione e per contrasti.

Vivendo in un’epoca in cui siamo travolte/i da qualsiasi cosa, in qualsiasi posto, a qualsiasi ora, la sottrazione e il contrasto si pongono come una scelta politica che permette di lasciare spazio al pensiero, all’ascolto, all’interazione.


Pertanto, lasciando a ciascuna di noi la possibilità di esplicare al meglio le proprie capacità, abbiamo portato le nostre riflessioni e punti di vista sotto forma di disegni che alternano delle immagini scelte dal libro Her Dior ad altre esplicative delle problematiche sulle quali ci siamo soffermate e che attengono, in generale, al modo di stare e vivere nel mondo.

In linea con quanto detto si pone anche la scelta delle parti testuali inserite in alcuni statement e sui post it che raccolgono estratti di saggi, raccolte, canzoni, film, citazioni, poesie, alcune anche di nostra creazione e di autori tra i più vari nel tentativo di coinvolgere più voci possibili che possano organizzarsi coralmente in un grande dissenso.

Grande dissenso che riteniamo necessiti inevitabilmente dei piccoli dissensi quotidiani, mettendo in atto movimenti di resistenza e di trasformazione generativi e tenendo a mente che ogni piccola azione e ogni piccolo passo contano, anche se le conseguenze non sono immediate e scontate.

Ci piacerebbe ora condividere la poesia Ho bisogno di sentimenti di Alda Merini che è l’esito delle nostre riflessioni sulle questioni poste e che è più volte emersa durante lo svolgimento del progetto.

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario.
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninna nanna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.


⚠️ Attenzione!
L’ingresso è consentito ai soci dell’associazione Three Faces dotati di GreenPass.
Per diventare socio dell’associazione Three Faces, puoi fare richiesta direttamente all’entrata o compilando il form online: https://threefaces.org/diventa-socio/.
La quota sociale per l’anno 2022 ha un costo di € 5.

XXX – Dissento, dunque siamo || 05.05.22 || Art Expo

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