Three Faces: chi siamo? I nostri valori.

Three Faces: chi siamo? I nostri valori.

I nostri sei anni di attività e i capisaldi sui quali ci siamo sviluppati

😎 Alla fine abbiamo fatto anche noi un video-promo-figo su chi siamo e cosa facciamo. 🤔 Perché?🔜 Te lo spiegheremo…

Pubblicato da Three Faces su Martedì 22 settembre 2020

Eccoci qua, dopo “solo” sei anni di attività, a buttare giù un pezzo per cercare di chiarire meglio chi siamo, cosa facciamo e perché esistiamo. “Era proprio necessario?” vi domanderete voi, pure giustamente. Sì, è necessario. La motivazione può essere sintetizzata più o meno così: perché è giunto il momento, sia per noi che per voi, di tirare una riga e fare dei bilanci.
Perché anche “per voi”? Abbiate pazienza, leggete fino in fondo e capirete.

Dopo sei anni che fai una cosa, qualunque essa sia, si suppone tu l’abbia chiara in mente. Si dà per scontato tu la conosca alla perfezione, avendola esplorata e analizzata in ogni sua sfaccettatura. Sei anni sono tanti, un arco temporale enorme per capire qualcosa in cui sei immerso. No?

Eppure, nonostante ci abbiano vissuto in simbiosi per anni vedendola crescere e maturare sotto ai loro occhi, ogni fondatore di questa associazione, alla domanda “cos’è Three Faces?” non è in grado di rispondere in maniera secca e diretta. E questo perché dietro Three Faces, come potrebbe suggerire il nome, non c’è una sola idea univoca e immutabile ma ci sono più anime, più idee, più punti di vista.

Per questo, abbiamo deciso di metterci alla prova e di capire guardandoci negli occhi quali sono i valori che riescono ad accomunare un po’ tutte le nostre diverse anime, quali principi stanno alla base del nostro impegno, delle nostre attività.

Quelli che state per leggere quindi sono i valori e le speranze che ci animano, le vere bussole che ci stanno guidando in questa splendida avventura. E chissà, magari leggendo scoprirete che queste sono anche le vostre bussole.

Contaminazione

Tutto ciò che siamo nasce qui, nella contaminazione. Dall’idea originaria dei fondatori, prettamente incentrata sulla scrittura, Three Faces ha esteso il campo d’azione e gli interessi delle proprie iniziative a molti altri tipi di linguaggio creativo, comprendendo il potenziale della sinergia tra diverse discipline artistiche e l’intensità dell’impatto che questa sinergia può avere sui più giovani. Soprattutto in un mondo complesso come quello odierno. La visione e l’identità attuale sono nate così, non considerando una disciplina superiore a un’altra. Tutto può essere strumento funzionale alla creazione del pensiero: un’immagine può colpire, spiegare e raccontare più di un saggio. Così come un testo può far volare la fantasia, incantare o colpire allo stomaco più di una fotografia. Un interesse può condurre a un altro, stimolando la curiosità e insegnando altri linguaggi. L’importante è iniziare a pensare.

Apertura/inclusione

Se Three Faces è arrivata a questo è grazie all’approccio aperto e inclusivo che ha sempre caratterizzato il suo nucleo operativo. Nella filosofia del gruppo i punti di vista diversi o discordanti sono sempre stati considerati come occasioni di arricchimento della visione comune, mai come ostacoli. La realtà moderna è complessa e interpretabile in miliardi di versioni e sfumature: più occhi abbiamo a disposizione, più ampia sarà la visuale. Per questo motivo non abbiamo mai messo recinti attorno al nostro gruppo e siamo sempre contenti quando altre persone si avvicinano a noi sposando la nostra missione, fosse anche per un breve periodo.

Socialità reale

Un’altra delle nostre finalità è quella di incentivare le persone a tornare a vivere la città, lo spazio pubblico. Questo perché crediamo che i rapporti personali reali, i contatti vis-à-vis, abbiano un ruolo fondamentale nel ripristinare i lati positivi dell’indole umana, fatti di solidarietà, empatia e fratellanza, superando le bieche contrapposizioni estremiste che caratterizzano la nostra contemporaneità e che vengono alimentate dalla combinazione di frustrazione sociale e spersonalizzazione indotta dalla comunicazione mediata dai mezzi tecnologici. Siamo convinti che se tornasse a prevalere il contatto reale tra individui, dovendosi interfacciare con persone in carne e ossa e non con monitor o schermi, molte delle degenerazioni moderne scomparirebbero in breve tempo, soppiantate da forme di contaminazione positive e costruttive.

Diffusione della cultura

Il solo contatto però, nello stato attuale, potrebbe non bastare. Il sapere e la ricerca della conoscenza devono tornare a essere qualcosa verso cui tendere universalmente. Deve ridiventare un valore da ammirare e perseguire, non un qualcosa da additare e ripudiare con arroganza come molto spesso accade al giorno d’oggi. In questo, crediamo che un ruolo fondamentale sia sulle spalle degli stessi operatori culturali o di chi possiede una qualche forma di conoscenza: questi soggetti devono porsi verso gli altri con un approccio inclusivo e paziente, evitando atteggiamenti supponenti o classisti. Se il sapere si diffondesse e arrivasse a dominare la nostra realtà ne gioveremmo tutti. La cultura non è un bene fisico, limitato, che si esaurisce e dev’essere quindi conteso tra individui, bensì un qualcosa che cresce esponenzialmente dalla condivisione e dal confronto, stimolando il pensiero, la coscienza e l’analisi critica della realtà.

No profit (e lavoro)

Sì, avete letto bene: no profit, ma con l’intenzione di creare occupazione. Che volete farci, siamo dei sognatori. No profit perché il nostro approccio è sempre stato disinteressato e spontaneo, mosso solo dalla speranza di avere un impatto positivo sulla realtà che ci circonda. D’altronde siamo cresciuti con il mantra “con la cultura non si mangia”. Quindi, se avessimo voluto fare soldi avremmo scelto altre vie. Crescendo e affacciandoci nell’età adulta però ci siamo resi conto che non esistono fini, per quanto nobili, capaci di fornire per sempre l’energia necessaria a perseguirli, soprattutto quando vengono affiancati da otto ore di lavori usuranti, alienanti o deprimenti ma necessarie a guadagnarsi il pane per vivere. Moltissimi buoni propositi e innumerevoli potenziali ottimi promotori culturali si spengono naufragando su questi scogli. Per questo motivo un’altra delle nostre ambizioni è quella di far sì che sempre più soggetti possano fare di questa missione un lavoro, facendo coincidere la necessità di sopravvivere con azioni e attività positive orientate alla creazione e alla diffusione della cultura. Vogliamo dare dignità e riconoscimento professionale a chi decide di intraprendere questa strada, rimanendo fedeli ai nostri valori e alla nostra missione.

Crescita

E intendiamo sia dal punto di vista personale che professionale. È in quest’ottica che cerchiamo di formare i nostri collaboratori. Al giorno d’oggi affacciarsi al mondo del lavoro è difficilissimo anche avendo esperienza e qualifiche, figuriamoci senza. E trovare qualcuno che ti permetta di sviluppare questa esperienza è ancor più un’impresa. Per quanto ci riguarda la grande maggioranza dei nostri collaboratori storici ha trovato impieghi remunerati anche grazie alle competenze sviluppate all’interno delle attività associative, e di questo siamo profondamente orgogliosi. Nell’attesa di poter essere noi stessi i nostri datori di lavoro.

Divertimento

Quanto detto finora non vuol dire ovviamente tralasciare il lato ludico e di svago, senza il quale la vita non ha troppo senso di essere vissuta. Il divertimento, affiancato ovviamente all’impegno, fa parte del nostro essere da sempre e cerchiamo di coltivarlo quanto più possibile.

Quindi…

…dopo aver messo in chiaro i capisaldi sui quali ci muoviamo, eccoci qui a motivare il perché di tutto ciò. Lo ripetiamo: l’abbiamo fatto sia per noi che per voi.

Per noi perché avevamo bisogno di riflettere su ciò che è stato per mettere meglio a fuoco ciò che sarà. E anche per farci due risate a riguardare i vecchi video, oltre ad alcuni sottili groppi di nostalgia sparsi qua e là.

Ma soprattutto lo abbiamo fatto per voi che ci seguite: un po’ per ringraziarvi, perché se non ci foste stati probabilmente la crisi Covid ci avrebbe stroncato definitivamente le gambe. Un po’ per farci conoscere meglio da altri possibili sostenitori perché, sebbene la crisi sia stata in parte assorbita, il traguardo rimane complesso e le asperità da superare saranno ancora molte, quindi altro sostegno e altri tesseramenti non ci farebbero male (ricordiamo che per diventare nostri soci basta compilare il form che trovate qui). E infine per sottolineare ancora una volta quanto piacere ci farebbe il poter accogliere tra le nostre fila nuove leve che abbiano voglia di mettersi alla prova e di combattere al nostro fianco per un futuro migliore.

Vorremmo aprire le porte a nuovi giovani collaboratori per rinnovare la nostra voce e allinearla alle nuove generazioni, oltre che per trasmettere ciò che abbiamo imparato in questi anni di esperienza sul campo. Quindi se siete interessati (o conoscete persone che possano esserlo) mettetevi in contatto con noi via mail scrivendo a threefacespublish@gmail.com. I settori d’azione sono molti e non è necessario essere un artista per partecipare, basta avere a cuore la giustizia sociale, la cultura, aver voglia di fare e fantasia. Per il resto vi accompagneremo noi.



Three Faces: chi siamo? I nostri valori.

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