Motorizzazione '21, un racconto di L. Giommoni || Street Stories ||Three Faces

Motorizzazione ’21, un racconto di L. Giommoni || Street Stories


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Motorizzazione ’21

di Luca Giommoni

Illustrazione di Coito Negato

Ispirato dai Canti XXI-XXII dell’Inferno

La mattina del 9 aprile, il signor Aldo, risistemando carte e documenti, si rese conto che avrebbe dovuto fare il collaudo decennale delle bombole GPL della sua Punto. Di certe pratiche, fino a un mese prima, se ne sarebbe occupata sua moglie, la signora Elda, ma adesso la signora Elda era in paradiso, e se un paradiso fino ad allora non esisteva, sicuramente era stato creato solo per lei, come ripeteva a tutti il signor Aldo.

Amici e parenti lo avevano sempre preso in giro perché lasciava alla moglie tutte le scartoffie burocratiche, ma lui non poteva farci niente se a certe formalità preferiva le faccende domestiche o cucinare una buona ribollita. Al signor Aldo scese una piccola lacrima ma pesante come il mondo al ricordo di sua moglie che risolveva ogni difficoltà sempre con il sorriso. Provò a sorridere anche lui ma riuscì solo a fare una smorfia di insofferenza. Prima di essere colpito dallo sconforto più totale, il signor Aldo prese il telefono e chiamò Gino, suo amico e compagno fidato di briscola al circolo dove passavano giornate intere a giocare, e soprattutto impiegato statale, oramai in pensione, che lo avrebbe senza dubbio guidato a risalire quel vortice burocratico che gli si presentava davanti.

«Gino?» disse Aldo. «Mi è arrivata una lettera che dice che devo fare la revisione alle bombole del GPL».
Nell’orecchio di Aldo si disperse un bestemmione che non presagiva nulla di buono.
«Cosa succede?» chiese Aldo preoccupato.
«Niente, vecchio mio. Succede che hai un bel guaio tra le mani».
Il signor Aldo si guardò le mani che stringevano la lettera, e istintivamente la scaraventò lontano da lui, come se fosse l’arma di un delitto e non volesse lasciarci sopra le impronte.
«Ti passo a prendere tra mezz’ora. Non puoi andarci da solo, avrai bisogno d’aiuto. Quella è una bolgia vera».
«Cosa è una bolgia vera?»
«La motorizzazione, vecchio mio» disse Gino. «La motorizzazione».

In macchina, Gino spiegò a un sempre più disorientato Aldo perché, fra tutti gli uffici statali, la motorizzazione era quello di cui aver più paura. Gli portò a esempio il famoso caso della motorizzazione di Campaldino nell’89, dove ci fu una vera e propria insurrezione degli automobilisti, che si vedevano respinte tutte le loro vetture alla prova fari. Si venne poi a sapere che tutte le bocciature erano derivate da un uso improprio dello strumento di verifica, e che gli impiegati preferivano rimandare indietro una vettura piuttosto che imparare a usare correttamente il dispositivo. Addirittura si diceva che, infiltrati tra gli automobilisti in fila fuori dagli uffici, degli impiegati in borghese alimentassero la voce dell’insormontabilità della prova: dicevano che lo strumento era così preciso che neanche una macchina appena uscita dal concessionario sarebbe stata in grado di superare il test. Speravano così di disincentivare i cittadini a presentarsi davanti alle loro porte. La cosa certa era che gli automobilisti in ogni caso dovevano rimettere mano al portafoglio.

«Guardale, povere anime dannate» disse Gino riferendosi alla fila di persone fuori dalla motorizzazione. «Molti di questi non riusciranno neanche a entrare, e chi ci riuscirà tornerà a casa a mani vuote. Tu aspetta qui: alle facce nuove tanto non rispondono o, se rispondono, mentono. Proverò a capire dalle guardie giurate se è possibile parlare con l’ingegnere Malafede, lui può aiutarci. Il vantaggio di aver lavorato nella pubblica amministrazione è che c’è sempre qualcuno che ti deve un favore» e prima di dirigersi verso le porte suggerì, a bassa voce, all’amico: «Mi raccomando, vecchio mio, non fidarti di nessuno. Questi disgraziati possono suscitare compassione, ma sono degli imbroglioni: farebbero carte false pur di passarti avanti e anticipare il loro turno».
E proprio in quel momento si levò un grande schiamazzo: una guardia giurata, di viso simile a un porco, stava riportando al suo posto la titolare di un’agenzia pratiche auto che, come una rana, era saltata fuori dalla fila ed era riuscita a entrare con la scusa di essere in stato interessante, quando in realtà non aveva fatto altro che nascondere un paio di cuscini sotto al cappotto. Il signor Aldo era sempre più sconcertato.
«Vi assicuro che ho visto una mano salire da sotto la scrivania e muovere il mouse. Non è vero che non c’è nessuno. Guardate, guardate!» diceva qualcuno indicando al di là delle porte.
«Oggi è la dodicesima volta che vengo» diceva un altro studiando le carte che teneva in mano. «Non ricordo neanche più perché sono qui» e mostrava i documenti a chi aveva vicino, in cerca d’aiuto.
«Devo solo lasciare questi bollettini» supplicava un altro ancora alla seconda guardia giurata.
«Bugiardo ostentato!» rispondeva la guardia raggrinzando il naso canino. «Apri la giacca! Ti escono i fogli anche dalle maniche» e intanto aveva già la mano sulla fondina.
Il signor Aldo cercò di scrutare all’interno dell’ufficio. Si stupì di non vedere nessun impiegato dietro gli sportelli, anche se ogni tanto poteva scorgere qualche cambio impercettibile nello scenario, come un terminale che da spento si accendeva o una busta di patatine su una scrivania prima vuota; ma poteva trattarsi benissimo di suggestione, una suggestione alimentata dalla speranza che prima o poi qualcosa si sarebbe sbloccato. Intravide però Gino, intento a conversare con qualcuno.

Quando l’amico tornò, uscendo da una porta secondaria per non indispettire i poveri dannati costretti in fila, aveva il sorriso soddisfatto di chi con poco è riuscito a ottenere molto.
«È fatta» esclamò. «Ho parlato con l’ingegnere Malafede. Mi ha dato informazioni così precise che è impossibile che siano semplici menzogne: generalmente quando non vogliono rispondere tirano in ballo call center che non esistono e relativi numeri verdi».
«Cosa ti ha detto?»
«Riporto testuali parole, per sicurezza me le sono appuntate: “Proprio 54 giorni prima di adesso, ben 1296 ore fa, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il relativo Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, riguardante le Innovazioni in materia di accertamento delle modifiche delle caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli e aggiornamento della carta di circolazione, inclusa la sostituzione del serbatoio GPL del sistema di alimentazione bifuel o monofuel, che ha deciso che le autofficine autorizzate possono gestire anche le pratiche amministrative di verifica e prova sulla sostituzione decennale dei serbatoi GPL senza dover passare per le Motorizzazioni Civili”».
«Sembra un’ottima notizia».
«Lo è» sorrise Gino.

Qualche giorno dopo, il meccanico dell’autofficina convenzionata restituì le chiavi della Punto al signor Aldo.
«Tutto fatto» disse. «Ora non deve far altro che presentare la domanda per aggiornare la carta di circolazione, entro 30 giorni».
«Dove?» chiese Aldo, rincuorato.
«Alla motorizzazione» sorrise il meccanico, dandogli un’amichevole pacca sulla spalla.

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