Marie Curie: la donna che cambiò tutto. Un articolo di S. Staderini || THREEvial Pursuit

Marie Curie: la donna che cambiò tutto. Un articolo di S. Staderini || THREEvial Pursuit


Marie Curie: la donna che cambiò tutto

di Samuele Staderini

Marie Curie nel suo laboratorio

Immaginatevi immerse nell’autunno polacco, di vivere nella Varsavia della seconda metà del XIX secolo occupata dai russi e attraversata da movimenti nazionalisti e patriottici. Siete una giovane bambina, ultima di cinque fratelli, con un’infanzia segnata dalla perdita della madre e di una delle vostre sorelle, Zosia. A scuola siete così avanti da attirare gli scherzi dei compagni e le attenzioni dei maestri, ma siete pur sempre una ragazza che non potrà studiare a lungo sotto il dominio zarista.

Qualche anno più tardi, finito il ginnasio, entrate a far parte di una società segreta che porta la cultura e la conoscenza scientifica nelle fabbriche e nelle botteghe. Un movimento che, parlando polacco, diffonde principi di uguaglianza, fratellanza e libertà come fondamenta per una Polonia unita. A meno di 16 anni siete già una patriota, ma soprattutto una fervente donna di scienza e di cultura: passate il vostro tempo libero a spiegare la fisica e la matematica per i quartieri di Varsavia. E lo fate nascondendovi dalla terribile polizia segreta zarista.

Crescendo però questa vita vi inizia a stare stretta, così fate un patto con vostra sorella Bronisława: mentre lei partirà per Parigi per studiare medicina, voi lavorerete per aiutarla. Quando lei sarà sistemata, allora la raggiungerete e potrete studiare anche voi. Trovate lavoro come governante e passate anni nella campagna polacca, lontani da quella Varsavia che adesso non vi sembra più così tanto male. Dovete tenere duro, sviluppate una corazza, diventate sempre più forti e tenaci. Ma soprattutto avete una missione: dovete in ogni modo aiutare vostra sorella, per poi spiccare voi stesse il volo.

La vostra vita è difficile. Il dubbio di non essere all’altezza vi attanaglia.

“Non riuscirò mai”, iniziate a pensare, “a uscire da questo esilio di provincia. Meglio pensare a come aiutare la mia famiglia, i miei fratelli e mio padre. Io sono pur sempre una giovane donna polacca, non posso certo cambiare il Mondo”.

E invece il Mondo lo cambierete. Per sempre.

Marie e Pierre Curie

Adesso che Bronisława si è laureata e sposata a Parigi, tocca a lei rispettare l’accordo. Eccovi quindi arrivata sulle rive della Senna: è il 3 Novembre 1891, avete ventiquattro anni e state attraversando fiere e sicure per la prima volta il cortile della Sorbona. La vostra vita cambia quel giorno, un po’ come il vostro nome: Maria Salomea non c’è più, da adesso sarete solo Marie.

Oltre a dedicarvi alla fisica e alla matematica, siete attratte da una particolare caratteristica di alcuni minerali: la radioattività. Chimica quindi. O fisica? Un po’ e un po’, ibrida e meticcia come la vostra natura, sempre a metà strada.

In laboratorio conoscete un giovane assistente, molto preparato in quel campo: Pierre. La vostra intesa sul lavoro è praticamente perfetta, tanto da diventare rapidamente una forte amicizia, poi un amore travolgente e infine un matrimonio. Restate comunque una donna forte e indipendente, emancipata per i vostri tempi, così non rinunciate al vostro cognome polacco, a cui aggiungete quello di vostro marito. Con Pierre formate una coppia tanto unita quanto paritaria, un esempio anche per i tempi odierni.

Nel frattempo vi siete laureata in matematica e fisica, ma non siete sazia di sapere. Non vi può bastare. Voi volete cambiare il Mondo. Iniziate così a lavorare al vostro dottorato, sempre con Pierre al vostro fianco che vi sostiene in tutto e per tutto. 

La vostra tesi, in teoria è semplice: c’è un minerale, la pechblenda, da cui si estrae l’uranio, elemento già conosciuto che non presenta valori di radioattività costanti. Per cui, secondo voi, deve nascondersi qualcos’altro in quelle rocce, qualcosa che aumenti la radioattività. Il vostro lavoro sta tutto qui: isolare e caratterizzare questo “qualcosa”.

La chimica, questa chimica qui, diventa un lavoro brutalmente manuale. Trasformate lo stabile dove si trova il laboratorio di Pierre in un deposito dove stoccate tonnellate e tonnellate di pechblenda in arrivo dalla Boemia. Poi si comincia, a una ventina di chili per volta: fondi, filtra, precipita, raccogli. E ripeti. Poi, ci sono i gas tossici come il solfuro di idrogeno per aiutarvi nelle separazioni, con il rischio continuo di dover buttare via tutto se ci fosse una minima contaminazione. Venti chili alla volta per tonnellate di pechblenda. Il tutto per ottenere pochi milligrammi di ciò che andate cercando.

La tesi di dottorato di Marie Curie – Recherches sur les substances radioactives

Qui la sorpresa. Eravate convinta di trovare un nuovo elemento e, invece, ne scoprite addirittura due! Il primo sarà battezzato Polonio, mentre il secondo, ancora più radioattivo, Radio.

Con questi risultati ottenete il dottorato di ricerca a coronazione del vostro lavoro, mentre con il nome Polonio arriva anche una piccola, ma significativa, riscossa per la vostra patria natale. Una Polonia ancora non presente sulla carta geografica, ma che adesso e per sempre si troverà sulla tavola periodica degli elementi inventata, sadici giochi del destino, proprio da un russo. 

Dieci anni sono passati da quando lavoravate come governante per famiglie nella campagna polacca a ora che, dottorato alla Sorbona e due nuovi elementi chimici in tasca, siete sulla bocca di tutta la comunità scientifica e dell’alta società parigina. Niente male, vero?

Per di più, siete giovane, avete solamente trentacinque anni e vi si prospetta una lunga carriera davanti. Passa solo un anno, siamo nel 1903, quando ricevete, prima donna in assoluto, il Premio Nobel. Condividete il premio per la fisica con Pierre, scontato, e con Henri Bequerel, altro scienziato con cui collaborate. 

Con Pierre formate una coppia affiatata fuori e dentro il laboratorio, anche se lui ottiene la prestigiosa cattedra di fisica generale, mentre voi, nonostante tutto, restate un po’ in ombra in quel mondo accademico così patriarcale.

Sarà solo l’ennesima tragedia della vostra vita a forzare la serratura di questo meccanismo così meschino.

La vita di Pierre, vostro amore e compagno, viene infatti spezzata nel centro di Parigi nell’aprile del 1906. Una disattenzione e, boom, una carrozza lo travolge, uccidendolo. Nuovamente il lutto avvolge la vostra vita. Vi sentite vacillare, ma la vostra forza e la vostra tenacia vi indicano la via: non mollate e, anzi, chiedete di succedere a vostro marito.

Non ci sono dubbi, non possono essercene: siete la candidata migliore. Ma siete pur sempre donna. Troppo per i vecchi professori parigini, per i quali restate “solo” quella giovane ragazzetta polacca che spalava pechblenda. Provano in ogni modo a fermarvi: cercano di trovare altri candidati, di convincervi a desistere e a ostacolarvi.

Ma la vostra determinazione è troppo forte. E alla fine il vostro momento arriva: il 5 Novembre 1906 salite in cattedra come professoressa di Fisica Generale della Sorbona. Inutile sottolineare come, anche in questo, siate la prima nella storia.

Riassumendo, allo stato attuale, avete trentanove anni, siete professoressa alla Sorbona, avete vinto un Premio Nobel e avete ancora molto da dire nel Mondo.

una giovane Marie Curie

Il vostro lavoro continua, nel ricordo di Pierre, ma senza mai guardarsi indietro. Siete ormai una scienziata di fama mondiale, una fisica che tutti rispettano e le cui opinioni sono ascoltate e dibattute da tutta la comunità scientifica. Per di più, cosa molto insolita ancora oggi, siete quel tipo di scienziata che non brevetta la sua scoperta più importante, la tecnica per isolare il Radio, in modo da favorire la ricerca sull’argomento e il progresso tecnico e scientifico per l’intera umanità. Non siete, in fondo, una donna molto diversa da quella ragazzina che andava a insegnare la matematica nelle botteghe di Varsavia.

In tutto questo la vostra vita privata è rimasta sempre tale, soprattutto dopo la morte di Pierre. Almeno fino al 1911, quando, invitata al primo congresso Solvay di Bruxelles, intrecciate una relazione con un vostro collega: Paul Langevin. La società parigina di inizio Novecento non si scandalizzerebbe di fronte a ciò, se non fosse che Langevin è sposato e ha quattro figli. Quando il suo matrimonio naufraga, la colpa ricade interamente su di voi che venite additata addirittura come “sfasciafamiglie”. 

A Stoccolma, intanto, si vocifera di un possibile nuovo premio Nobel per voi, stavolta in chimica. L’Accademia però tentenna, preoccupata per lo scandalo che vi sta travolgendo. Saranno la vostra fama, il vostro lavoro e i vostri risultati a dipanare ogni perplessità.

Così diventate la prima persona in assoluto a ricevere due premi Nobel. Dopo di voi solo altri tre riusciranno a fare doppietta e nessuno accoppierà due discipline scientifiche diverse.

Per Marie Curie l’impegno, scientifico e sociale, non si ferma mai. Così allo scoppio della Prima Guerra Mondiale prendete un’automobile, la dotate di un radiografo e partite con vostra figlia Irene verso il fronte. Formate infermieri e medici dell’esercito all’utilizzo di quell’apparecchiatura e curate voi stesse, in prima persona, soldati feriti nelle trincee del fronte occidentale.

Dopo la guerra tornate a compiere studi di altissimo profilo internazionale e vi dedicate anche alla cooperazione internazionale tra scienziati. Fondate istituti di ricerca in Francia e nella vostra amata Polonia, adesso indipendente. Siete sempre più la signora della scienza, della fisica e della chimica. Anche se il vostro ruolo nei primi anni del XX secolo è ben più globale di questo.

Purtroppo la vostra vita verrà stroncata proprio dall’amore verso i vostri elementi radioattivi. Anni e anni di studio sul Radio e sul Polonio vi causano una grave forma di anemia. Non c’è niente da fare, per questo decidete di ritirarvi a Passy, sulle Alpi.

Lasciate questo Mondo il 4 Luglio del 1934. Avete 67 anni. 

Poco più di anno dopo, da Stoccolma arriva un’altra lettera. Non è per voi, non può esserlo. Eppure il vostro influsso si fa sentire. Saranno vostra figlia Irene e suo marito Frédéric, che sarà anche partigiano, ad essere premiati con il Nobel per la chimica.

Sareste fiera di loro, del loro impegno e del loro Nobel. E anche di come abbiano deciso di condividere tutto, perfino il cognome. Entrambi, dopo il matrimonio, si chiamano infatti Joliot-Curie. Paritetici e uguali. Come eravate voi, Maria Skłodowska, e il vostro amore, Pierre Curie. E come siete ancora oggi voi, nella vostra tomba al Pantheon. A pochi passi da quel cortile della Sorbona che fu casa vostra per tanti anni.

marie curie laboratorio
La due volte premio Nobel, Marie Curie (Varsavia, 7 novembre 1867 – Passy, 4 luglio 1934)
Marie Curie: la donna che cambiò tutto. Un articolo di S. Staderini || THREEvial Pursuit

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