Voglia di droplets, un articolo di B. Bendinelli || THREEvial Pursuit

Voglia di droplets, un articolo di B. Bendinelli || THREEvial Pursuit


Voglia di droplets

di Benedetta Bendinelli

In Peaky Blinders non rispettano la distanza di sicurezza

Non so più cosa dire, scrivere o pensare riguardo questo Covid. Non so più cosa pensare di tutti noi, zitti e fermi nell’attesa che il nuovo anno cambi rotta – come se esistesse davvero un calendario con gli impegni del destino – mentre i colletti bianchi giocano a strega comanda colore. L’intrattenimento crudele della pandemia ha monopolizzato la sofferenza, la frustrazione, la noia e la solitudine, lasciando tutto il resto – i nostri soliti e piagnucolosi dolori da giovani Werther – in secondo piano: tutto fermo in un cassetto polveroso dove non ci sono sogni ma deboli realtà (semi cit.).

Come questo pezzo che sto cercando di scrivere, e che vorrei fosse sano, privo dei sintomi di una malattia epocale, libero; e invece no, anche la scrittura è stata infettata dalla peste fredda: non la vediamo ma lei vede noi, ovunque siamo ci segue e ci rompe i coglioni; in silenzio sì, ma ce li spacca.

Proprio l’altra sera, mentre cercavo di non pensare al Covid, ecco che mi trovo inaspettatamente a pensare al Covid. Stavo guardando un film e all’improvviso – dopo essermi chiesta per l’ennesima volta come mai gli attori non indossano le mascherine, per poi rendermi conto che la mia mente è già stata riprogrammata con i plug-in Covid – mi domando: cosa ne sarà degli sputi sul set? Gli attori saranno ancora a loro agio quando nel copione della sceneggiatura leggeranno:

interno, casa
Martin sputa in faccia a Henry più volte e poi esce di scena sbattendo la porta.

Sebbene sia oramai un fatto certo che salteranno fuori vaccini e centinaia di altri metodi precauzionali per raggirare la malattia, bisogna sempre tenere a mente che sputare oggi non è soltanto un gesto spregevole e disgustoso, ma è anche la primaria azione veicolante del virus. Vi ricordate quando da piccoli leccavamo la merenda per non farcela fregare dal compagno di banco? Bene, pensate che d’ora in poi il principio di quella tattica primordiale sarà una regola fissa, che lo vogliamo o no saremo per sempre spaventati dalla saliva altrui. Quindi mi chiedo nuovamente: con che coraggio gli attori si faranno sputare in faccia? Se tutto va bene il 2021 sarà un anno salvifico e come per magia torneremo tutti a fare la vita di un tempo, ci abbracceremo, ci baceremo, scoperemo e torneremo anche a offenderci a colpi di sputi. Se tutto va bene non ci penseremo più.

Se tutto va male arriverà un momento in cui faremo comunque ciò che ho elencato di sopra, ma probabilmente non assisteremo più a quegli intensi e patiti dialoghi tra le star di Hollywood che tanto ci garbano ed emozionano.

Volendomi preparare al peggio – immaginando un mondo triste dove i dialoghi arrabbiati e sudati avranno bisogno di effetti speciali per ricreare i droplets – ho selezionato una classifica delle migliori scene di film o serie televisive dove partono sputacchi come piogge di stelle, alcuni dei momenti più memorabili della storia del cinema dove non ci sono regole di distanziamento e la saliva ha tutto un altro sapore.

10. L’allenatore nel pallone

Un classico della commedia italiana anni ’80 dove schiaffoni, calci in culo e palpate erano archetipi estetici di un’epoca leggera in via d’estinzione (per fortuna, direi). Lino Banfi recita la parte di Oronzo Canà, un allenatore pugliese di serie B con grandi ambizioni calcistiche. Presto detto: in visita a Rio De Janeiro alla ricerca di un fuoriclasse per la sua squadra, Oronzo finisce in sala operatoria per un’appendicite. In una breve scena in coppia con Andrea Roncato, Lino nazionale prova a sputarsi in faccia da solo – soltanto dopo aver colpito anche il collega – in un gesto di auto umiliazione a seguito della sfortunata visita in Brasile. Grazie Lino, ma ‘sta roba non ci mancherà.

Oronzo Canà (Lino Banfi) sputa in faccia ad Andrea Bergonzoni (Roncato). E poi sputa in faccia a sé stesso.

9. Il Petroliere

Senza dubbio uno dei film più belli di Paul Thomas Anderson che in ognuna delle sue pellicole si preoccupa di fornire la giusta quantità di lacrime (Magnolia), sperma (Boogie Nights) e alcool (The Master). Nel lungometraggio che ho selezionato per questa classifica troviamo una delle scene più intense della cinematografia hollywoodiana, un dialogo ricco di pathos, dramma e senza dubbio saliva. Nel finale del film uno straordinario Daniel Day-Lewis si scaglia contro il collega in scena (il cucciolotto Paul Dano) e lo massacra di rabbia e parole, con una furia violenta che terminerà in un bagno di sangue, e non solo.

Plainview (Daniel Day-Lewis) riempie di droplets il povero Sunday (Paul Dano)

8. Fight Club

Memorabile per centinaia di ragioni: le botte prima di tutto, il fisico di Brad Pitt, le saponette; ma anche per la dura critica al sistema consumistico e a una società superficiale e materialista. Ma dove sono gli sputi? Durante la fase di reclutamento dei membri del fight club, Edward Norton si occupa di selezionare gli uomini del gruppo i quali, per avere accesso alla squadra, dovranno passare un lungo test d’ammissione che consiste semplicemente nell’attesa. Sul porticato della casa fatiscente di Tyler Durden & Co. volano sputacchi a distanze ravvicinate, in un contesto che ricorda un po’ Full Metal Jacket e soldato Palla di lardo. Già, adesso che ci penso…

Il test d”ammissione al fight club di Edward Norton e Brad Pitt

7. L’odio – La Haine

Qua urlano tutti e in faccia: più che sputi, volano pistole.
Vinz, Hubert e Saïd si ritrovano in un bagno pubblico a farneticare di vendetta e porci d’ammazzare quando all’improvviso salta fuori un ometto canuto che li zittisce raccontandogli un vecchio aneddoto. Questo è un momento importante nella trama del film, non soltanto per l’intensità dei dialoghi ma anche per i loro contenuti. Il mio consiglio è quello di vedere il film oppure cercare su YouTube L’Odio ~ La predica di Grumvalski, dove proprio in questa scena convivono dense salivazioni e insegnamenti di vita.

Un Vinz Cassel in vena di droplets ne L’odio

6. Friends, dall’episodio The One with Monica and Chandler’s Wedding (Part I)

Niente di speciale in questo sketch se non la presenza edenica di Gary Oldman (per me, e per sempre, l’unico grande Dracula). È bello pensare che una volta attori del suo calibro trovavano il tempo per farsi sputare in faccia da dilettanti allo sbaraglio come Matt Le Blanc. In uno degli ultimi episodi della serie tv più famosa al mondo, Joey riesce ad avere una parte in un film di guerra e nella scena del confronto con un suo superiore entrambi gli attori enfatizzano la pronuncia delle parole con la P fino a spruzzare dalla bocca come fontane. Nulla di che, ma tanta saliva.

Gary Oldman in Friends. Sì, è successo veramente ed è stato bellissimo. Pioggia di droplets a parte.

5. Kill Bill Vol.II

Qua le cose si mettono male. Quentin Tarantino è noto per non risparmiare mai i suoi attori sul set. La sua filosofia è un po’ della serie “se devono rompersi una gamba, che se la rompano”. Ultimamente è stato criticato anche per l’eccessivo zelo adoperato durante le riprese di Kill Bill Vol.II nella scena di guida pericolosa di Uma Thurman. La macchina era vecchia e a quanto pare in pessimo stato, inoltre non venne utilizzata una controfigura e l’attrice fu obbligata a guidare ad alta velocità fino poi a scontrarsi (per davvero) con una palma. Con questi presupposti è ben chiaro che con Tarantino, quando si parla di sputi, non ci sono trucchi di scena. Beatrix viene messa a tappeto da Budd e il regista chiede a Michael Madsen di sputarle in faccia una miscela che somiglia a un mix di tabacco, whisky e fango. Voci di corridoio sostengono che Madsen da vero gentiluomo si sia rifiutato e così il buon vecchio Quentin si è trovato costretto a produrre personalmente l’orrendo fiotto melmoso.
Uno degli sputacchi più brutti mai visti, vedere per credere.

Lo sputazzo di Budd (Michael Madsen) prepara un mega-droplets per Beatrix (Uma Thurman) – che poi era di Tarantino.

4. Revolutionary Road

Prima o poi a Di Caprio gli scoppia un embolo.
Molte delle sue parti prevedono scene di incontrollabile rabbia, arricchite da indomabili vene gonfie che gli squarciano il collo e la testa. Potrei elencarne decine e decine, partendo da Buon Compleanno Mr.Grape fino agli anni maturi de Il Grande Gatsby, ma il mio “momento saliva” preferito si trova in un bellissimo e intenso scontro tra Leo e Kate Winslet in Revolutionary Road. A un certo punto urlano tutti, lei un po’ di più, e per questo motivo la prossima volta stileremo una classifica delle migliori grida sul set.
Non è vero.

L’evidente embolo di Leonardo Di Caprio in Revolutionary Road

3. Full Metal Jacket

Non c’è bisogno di introduzione. Ha preso più schizzi soldato Palla di lardo che uno scoglio al molo di Viareggio.

full metal jacket droplets
Semplicemente il droplets del sergente Hartman (Ronald Lee Ermey) per il soldato Lawrence (Vincent D’Onofrio). Che altro dovremmo dire?

2. Marriage Story

Al secondo posto voglio celebrare una performance ingiustamente sottovalutata nel carosello dei premi hollywoodiani. Scarlett Johansson e Adam Driver nell’ultima pellicola di Baumbach, ci regalano un alto momento di recitazione nella cliccatissima scena del litigio. Il film è uscito nel 2019, e soltanto un anno dopo il mondo delle star – e di noi altri comuni mortali – si è ritrovato in un dramma degno dei più architettonici film di fantascienza. Scarlett e Adam ancora non lo sapevano, ma quella sarebbe stata una delle ultime scene in cui gli attori potevano affrontarsi con così tanta libertà fisica.

marriage story
La colonia di droplets nella bocca di Adam Driver

1. Peaky Blinders nell’episodio 6 della terza stagione

Tommy Shelby e Alfie Solomons, interpretati da Cillian Murphy e Tom Hardy, sono probabilmente la rappresentazione più azzeccata, in una serie televisiva, dell’eroe negativo e il suo rivale in affari. Il loro rapporto di rispetto e odio è perfettamente narrato in una scrittura ricca e incalzante, degna delle più grandi opere cinematografiche. Ma oltre a brillare per regia e sceneggiatura, Peaky Blinders è il maggior portatore sano (boh) di saliva sul set.
In questa scena da pelle d’oca si perde il conto dei droplets, ed è subito virus.

Bene, cosa ci ha insegnato questa riflessione sugli sputi? Probabilmente niente. Oppure ci ha insegnato qualcosa di molto importante, a non dare nulla per scontato, a non sottovalutare l’importanza dei dettagli, perché sono proprio i dettagli i primi a sacrificarsi quando esplode una bomba come questa, che ci è scoppiata tra le mani senza preavviso e senza timer.

Quindi amici, mi auguro di tornare presto agli abbracci e alle carezze, ma soprattutto auguro a tutti noi un mondo libero, dove finalmente potremo ricominciare a sputarsi in faccia.

Voglia di droplets, un articolo di B. Bendinelli || THREEvial Pursuit

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