C4: fine di una bella avventura e un nuovo inizio per Three Faces


C4: fine di una bella avventura e un nuovo inizio per Three Faces

Dopo esserci presi un po’ di tempo per elaborare l’ultimo estenuante periodo e ricaricare le batterie, eccoci qua a ufficializzare ciò che chi ci segue più assiduamente già sa: C4 – Centro di Contaminazione Creativa e Culturale, quella che è stata la nostra casa per oltre un anno e mezzo, non riaprirà.

La notizia è passata un po’ in sordina: abbiamo dato l’annuncio con un semplice post sui social a fine luglio e abbiamo celebrato la chiusura con una cena e con un ultimo evento, circondati dall’affetto dei soci e dei frequentatori più assidui. Sono stati momenti di grande commozione, ma altrettanto grande carica per il futuro.
Ciò che vogliamo sia chiaro è che la chiusura di C4 non rappresenta affatto la fine della lunga storia Three Faces, ma un nuovo brillante inizio.

Siamo qui infatti per spiegare le ragioni che ci hanno portato a questa decisione e regalarvi qualche piccola anticipazione sui nostri progetti futuri.

Perché abbiamo chiuso C4

Per quanto riguarda la chiusura di C4 si è trattata di una scelta consapevole dopo mesi di attenta valutazione e autoanalisi di gruppo: a livello di frequentazione il supporto del pubblico non è mai mancato, così come non è stata una motivazione meramente economica a spingerci a questo passo.

Il fondamento di questa scelta è puramente strategico: la gestione di uno spazio culturale indipendente com’è stato C4 è un processo profondamente impegnativo per un gruppo di volontari come quello che compone Three Faces, sia a livello di risorse umane che monetarie. Per garantire una sostenibilità economica, non avendo una grande disponibilità personale da investire e scarsissimi aiuti esterni, c’è da riempire un calendario di eventi, coordinare le varie realtà coinvolte, promuovere le iniziative, presenziare ogni giorno eccetera eccetera, per racimolare quasi 1500 euro al mese, tra affitto, utenze e materiali. Per il lato di gestione pratico poi, serve il lavoro gratuito di tantissime persone, che affiancano alla propria attività principale un onere non di poco conto. Le energie non sono infinite e qualcosa va, per forza di cose, sacrificato.

Bene, dopo la suddetta analisi ci siamo resi conto che ciò che stavamo sacrificando era proprio la scintilla vitale di Three Faces, ciò che ci ha tenuto in vita per quasi dieci anni di attività associativa: la creatività.

Rimettere al centro di Three Faces la creatività

Le riunioni degli ultimi sei mesi si stavano trasformando in meri aggiornamenti sulla gestione quotidiana dello spazio e sull’organizzazione degli eventi che ospitavamo, molto spesso affidati ad altre realtà culturali. Ogni nuovo progetto, idea o collaborazione che non avesse direttamente un legame con C4 veniva automaticamente respinto, rimandato o accantonato per mancanza di energie.

La nostra fiamma, come singoli e come gruppo, si stava lentamente spegnendo, soffocata dalla fatica e dall‘insoddisfazione.

Da qui l’illuminazione: Three Faces è nata per creare contenuti, non per essere un contenitore.

Back to the roots

L’associazione e StreetBook sono nati essenzialmente perché il mondo culturale, per come ci appariva, ci annoiava mortalmente: siamo da sempre appassionati lettori, ma rifuggivamo le canoniche presentazioni di libri; siamo appassionati d’arte, ma i classici vernissage ingessati nelle gallerie ci facevano venire le bolle.

Nel nostro piccolo, con arroganza giovanile e spirito punk, abbiamo per anni fatto ascoltare la nostra voce e mostrato il nostro metodo di approccio, facendo confluire nel tempo mille rivoli diversi accomunati da una sola volontà: mostrare che leggere un libro o godersi un quadro non sono attività da riservare esclusivamente ai banchi di scuola e delle università, che non sono attività “solo per intellettuali”, ma che possono arricchire chiunque, a prescindere dall’estrazione o dalla preparazione.

Ecco, la gestione di C4 ci ha portato, per necessità, a ospitare eventi, presentazioni e attività che non avrebbero convinto i noi stessi più giovani. Proseguire su quella strada, alla lunga, avrebbe definitivamente spento la nostra fiamma vitale, vanificando la nostra esperienza e quello che possiamo offrire al nostro pubblico o allineando i nostri sforzi a ciò che invece volevamo cambiare agli albori dell’associazione.


Quindi grazie C4, sei stato un capitolo bellissimo della storia Three Faces, un esperimento necessario per crescere e per conoscerci meglio.

Grazie mille, ma ora voltiamo pagina e iniziamo un altro capitolo, che chiuda il cerchio con quello iniziale.

Perché, anche a questo giro, col cazzo ci estinguiamo!

Vuoi darci una mano?

Vogliamo riportare il centro dell’attività associativa sulla ricerca di nuovi modi e linguaggi per promuovere la cultura, l’arte e il pensiero. Sul dove farlo lo valuteremo in seguito, prima concentriamoci sul cosa dire, poi sul dove. Anche se le idee in merito non mancano: per fortuna infatti negli ultimi anni sono nati vari altri luoghi a Firenze, impegnati nella nostra stessa missione e che sentiamo affini. Spazi e realtà con cui creare sinergie, collaborazioni e che possano ospitare i nostri nuovi contenuti.

Quindi continuate a seguirci per sapere dove metteremo in pratica le nuove idee che partoriremo in questa rinascita! E, come sempre, aspettiamo a braccia aperte nuove teste e nuovi punti di vista: se vuoi farne parte manda una mail e vieni ad una delle nostre riunioni, d’ora in avanti totalmente improntate alla creatività e a nuovi progetti!

C4: fine di una bella avventura e un nuovo inizio per Three Faces

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su
 

StreetBook Magazine: l'ultimo numero assoluto e una festa per celebrarlo (oltre a una nuova pubblicazione in cantiere)

L’apocalisse è vicina: rendila epica!