Storie di alberi in galleria: Tree-Roots and Crown || Intervista a Zeus OczB e M. Bidini || Arte e Letteratura || THREEvial Pursuit

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16 Mar Storie di alberi in galleria: Tree-Roots and Crown || Intervista a Zeus OczB e M. Bidini || Arte e Letteratura || THREEvial Pursuit

 

Storie di alberi in galleria: Tree-Roots and Crown

Intervista a Zeus OczB e Matteo Bidini

di P. Tiziana Caudullo e Simone Piccinni

 

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Questa sera, 16 marzo, alla Street Levels Gallery sarà inaugurata la mostra TREE – Roots and Crown di Zeus OczB, ispirata all’omonimo album del rapper MezzoSangue, in uscita il 23 marzo. Non si tratterà di una classica esposizione quanto di una vera e propria esperienza a trecentosessanta gradi: un percorso personale e molto intimo in quello che è stato il luogo in cui sono stati partoriti i testi che compongono il disco e, di conseguenza, le opere di Zeus.

Qualche giorno fa siamo andati a trovare Zeus OczB e il curatore Matteo Bidini durante l’allestimento della Street Levels per farci spiegare meglio l’idea alla base del progetto. Questa è la chiacchierata informale che ne è venuta fuori. Tutto il resto lo scoprirete stasera a partire dalle 18.30, se avete la fortuna di trovarvi a Firenze.

Parlateci un po’ della mostra e del concept che l’ha ispirata.

Matteo Bidini (Street Levels Gallery): La mostra Tree – Roots and Crown è stata ispirata all’album del rapper MezzoSangue, portandone anche lo stesso nome. Questo perché parla del percorso comune di due artisti, un writer e un mc, entrambi provenienti dal mondo hip-hop. In passato la contaminazione tra queste discipline era molto più frequente e consueta, quindi il progetto rappresenta un po’ un ritorno alle origini di questo particolare mondo. Ritorno alle origini non voluto, non studiato, visto che comunque trova il suo spunto da un atto spontaneo. È un po’ la storia di un mc e un writer che hanno vissuto due vite ed esperienze simili, e da esse hanno sviluppato un medesimo messaggio, da comunicare ognuno con il proprio linguaggio: l’mc attraverso i testi e le canzoni, il writer attraverso le immagini e le lettere. L’atto spontaneo nasce due anni fa, quando Zeus illustrò le canzoni del precedente album di MezzoSangue in maniera non finalizzata a qualcosa, ma semplicemente come un fan ispirato dai testi del rapper

Zeus OczB: La prima mostra è nata quasi per caso: avevo realizzato delle illustrazioni per sette o otto pezzi tra i quattordici del vecchio album, Soul of a Supertramp, spontaneamente, mentre lo ascoltavo. Mi venne l’idea di farne una mostra personale qui in studio, che era questa galleria (prima che si trasformasse in ciò che è attualmente era più uno studio vero e proprio, solo ogni tanto organizzavamo qualche mostra ed esposizione). Ero molto in dubbio sul farla o non farla, era solo un’idea… ma dato che nei miei ultimi quadri c’era sempre un riferimento a un suo testo, ho pensato di ultimare le illustrazioni anche per le altre tracce dell’album e, dopo averne parlato con MezzoSangue, ho deciso di intitolare la mostra come il disco. A lui l’idea è presa benissimo fin da subito e mi ha dato il via libera, chiedendomi però di fare la prima mostra a Roma. Si è svolta il 23 gennaio del 2016 con a seguire un concertone, all’Orion, con un’infinità di gente. Lì i miei pezzi erano dipinti direttamente sulle pareti. Dopo quella prima mostra l’abbiamo riproposta subito qui, nella galleria/studio.
Invece questa, la seconda sulla stessa scia, è nata in maniera un po’ più strana… In realtà è strano che la mostra esca prima del lancio dell’album che l’ha ispirata, ma dato che siamo amici posso farlo. Sono due anni che MezzoSangue ci lavora, ma tra casa mia e casa sua ho già sentito le tracce da parecchio, riuscendo ad entrare bene nel concept del disco, cioè l’albero, la chioma, le radici ecc. Quindi a questo giro la mostra è nata più in forma personale, a partire anche dal rapporto che ho con lui.

zeus_articolo6Parlaci un po’ delle tele che comporranno l’esposizione.

Zeus: Per quanto riguarda le opere e la loro concezione non si è trattato di un lavoro da illustratore vero e proprio, nel senso canonico del termine. Non ho preso ogni traccia per crearne un singolo quadro. Dipende un po’ da cosa mi suggerisce una canzone: di alcuni pezzi ci saranno anche tre disegni perché magari mi hanno colpito più di altri. Se un testo mi ispira particolarmente, mi suggerisce più chiavi di lettura, ne realizzo più disegni. È una questione personale, basata su come vengo toccato dalle parole. Magari per uno di questi pezzi tiro fuori tre disegni in un giorno, mentre per altri per farne uno ci metto dieci giorni, dipende da tanti fattori.

Trovi che il rapporto di amicizia che vi lega ti abbia in qualche modo influenzato?

Zeus: Sì, sono convinto che il conoscere l’autore dei brani abbia influito. Se mi chiamasse un altro rapper con cui magari non ho un rapporto non credo riuscirei ad essere così ispirato. Probabilmente non ce la farei. Con lui, essendoci un rapporto di amicizia, riesco a leggere meglio tra le righe… Magari chi ascolta il disco senza conoscere la persona non noterà alcuni elementi che ho provato a trasporre su tela, o non li capisce, ma va bene così.

Matteo: Sarà interessante anche questo: venire alla mostra il 16 (stasera. NdR) senza aver mai ascoltato il disco, senza conoscere i testi e le storie raccontate nelle canzoni, per poi magari tornarci dopo aver sentito il disco e rivederla con occhi nuovi.
Questa mostra, per volere di Zeus, non sarà una classica esposizione di tele: l’allestimento sarà basato su un progetto molto complesso e sarà una parte dell’esperienza che vorremmo far vivere a chi parteciperà. L’allestimento vuole ricreare la casa in cui è stato partorito l’album, il monolocale in cui MezzoSangue ha scritto i testi, ci saranno anche alcuni oggetti e mobili suoi. L’appartamento ha dato l’ispirazione e il contesto ad entrambi gli artisti, perciò le opere non saranno semplicemente appese al muro, ma contestualizzate lì dove sono nate, dove l’ispirazione è nata. Al centro della galleria, quindi della casa, ci sarà un enorme albero che sfonda il soffitto.

Zeus: L’idea è proprio quella di rappresentare esattamente, per quanto possibile, la casa di MezzoSangue in cui ha sfornato il disco. È stato un luogo che ha creato un momento di catarsi, entrando realmente nel concepimento dell’album. L’albero rappresenta lui, o l’uomo più in generale, con la chioma che sfonda il soffitto. Immaginiamo l’albero come un’anima che sfonda il suo involucro, liberandosi e crescendo. È un po’ lo step successivo a Supertramp. Io poi questa interpretazione la incentro su di lui, però è una mia interpretazione personale. Ognuno può vederci ciò che vuole.
L’ambiente sarà molto cupo, tetro: quando entri non ci saranno le luci su ogni opera, come a santificarla. Vorrei che la gente qui si emozionasse, in sottofondo ci sarà solo rumore di pioggia, di temporale. Non è importante che l’opera tu la veda precisa, nella sua interezza… che per un artista in genere è un elemento quasi sacro, ma a me in questo caso non importa…

Dev’essere più un’esperienza emotiva, rispetto a una semplice mostra…zeus_articolo2piccolo

Zeus: Sì, ti deve proprio dare la botta… Immedesimandomi nel fan di MezzoSangue, vorrei poter dire “Cazzo, questa è casa sua!”. Ci saranno parecchie cose sue: premi che ha vinto, i quadri di casa sua… Voglio che la gente si senta come se entrasse realmente nel suo mondo. Essendone anche un fan, oltre che un amico, mi piacerebbe creare questa sensazione in chi verrà. Anche le bottiglie, quelle messe là, sono quelle che bevevamo da lui…

Matteo: Sarà una sorta di mostra performativa: le persone entreranno in galleria e si troveranno davanti una parete con una porta, e da questa avranno accesso alla casa. Faremo entrare solo poche persone alla volta, in modo da dare il giusto spazio per godere di questa emozione. Le luci, i suoni, gli oggetti, come è allestito lo spazio, e in ultimo le immagini devono creare un vissuto, un’esperienza.

Zeus: Tra l’altro, in genere qui alla Street Levels in occasione delle mostre offriamo del vino… ecco, in questo caso ho detto che non lo voglio. Vedere la mostra dev’essere un’esperienza totalizzante: non vogliamo che vedendo la mostra si parli di altro, di cosa fai domani ecc. Per questo lato socializzante abbiamo fatto una convenzione con la Public House, nostro sponsor. Vai là e ti prendi uno shot. L’idea principale però non è di creare una di quelle situazioni di incontro. Qui entreranno sei o sette persone alla volta: ci deve essere il silenzio e devi calarti nel giusto mood. L’idea è quella che entrando qui devi entrare in un’altra dimensione…

Matteo: Entri in un processo creativo. Non vedi solo l’opera, come spesso avviene nelle mostre, ma attraverso l’allestimento vivi anche il percorso che ha portato all’opera: quel senso di chiusura, a volte anche di malinconia, che ha dato il via a tutto.

Zeus: Le opere sono il contesto, o meglio, fanno parte del contesto. Qui ad esempio metterò la sua scrivania, con tutti i bozzetti che ho fatto prima della realizzazione delle opere che, simbolicamente, rappresentano i testi che MezzoSangue scriveva durante la progettazione dell’album. Vorrei far entrare i fan nel suo intimo. Se fossi stato in lui, alla richiesta di ricreare la propria casa avrei detto di no, perché la vedo come una cosa per me troppo personale. Meno male che non la pensa come me.

Beh, è un bellissimo progetto. Deve essere stato molto complicato da realizzare, vedendo cosa siete riusciti a tirare su qui dentro.

Matteo: Impegnativo di sicuro. Ci siamo trasformati per un periodo in carpentieri, idraulici, muratori…

Zeus: È chiaro, deve essere così. Ma la cosa bella è che mentre lo fai non ti rendi conto della trasformazione dello spazio. Ma tutti quelli che sono entrati qui in questi giorni sono rimasti sorpresissimi. È stato bellissimo, un lavoro che mi ha assorbito completamente. Magari entro in galleria alle nove di mattina, guardo l’orologio e sono già le sette di sera e non me ne sono nemmeno reso conto. Comunque, sarà un bell’impatto per chi ancora non ha visto niente.

Te lo possiamo già confermare, anche se non è ancora finito l’allestimento il colpo d’occhio è notevole…

Matteo: Vedrai come verrà da finito: tutto sistemato, pulito… Oddio, pulito del tutto no, deve sembrare un luogo abbandonato.

Perché abbandonato?

Zeus: Beh, perché l’idea è di rappresentare il processo/concept in un momento in cui l’albero è già cresciuto e ha già sfondato il soffitto/gabbia, quindi se n’è già andato. Tra l’altro è pure vero, dato che Mezzo non vive più in quell’appartamento. Il senso dell’abbandono voglio che si percepisca. Quindi magari ci saranno piatti sporchi, dettagli qua e là, vestiti buttati a giro. Dev’essere un abbandono/fuga, non di quelli in cui metti tutto in ordine prima di uscire.

Scendendo più nel pratico, quanto durerà la mostra?

Matteo: La mostra durerà dal 16 di marzo al 3 di aprile, fino a pochi giorni dopo il concerto di MezzoSangue del 30 marzo alla Flog. A me piace molto realizzare progetti del genere, perché credo diano una maggiore concretezza. Quando fai una mostra, un’esposizione, rimane un po’… non dico fine a se stessa, ma rimane semplicemente una mostra: ti prendi il tuo bicchiere di vino, ti guardi le opere e te ne vai. Per me realizzare una mostra collegata ad un concerto, due eventi che spingono avanti una linea di pensiero comune, che in questo caso è quella della cultura hip-hop, una cultura che si fa forte di messaggi e contenuti, credo dia una maggiore completezza ed impatto al tutto, a trecentosessanta gradi. Un po’ come quando abbiamo fatto qui la mostra di NemO’s conclusa con il muro della SMS di Peretola: è stato un qualcosa che andava oltre, che usciva da qui. Insomma, è una bella soddisfazione.

La mostra sarà aperta tutte le sere?

Matteo: Sarà aperta tutti i giorni dal martedì alla domenica, dalle 15 alle 19. Oppure su appuntamento scrivendo alla mail della galleria: galleriastreetlevels@gmail.com.

 

Per avere tutti i riferimenti dell’evento, clicca qui.

 

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