StreetBook Magazine

LOTTA, LEGGI, PENSA, VIVI.

NON ESTINGUERTI.

 


StreetBook Magazine #5

Come per ogni numero di StreetBook Magazine, anche a questo giro la nostra redazione si è trovata di fronte all’arduo compito di “ordinare il caos”. Non avendo un tema predefinito, i nostri racconti rappresentano una pluralità di voci differenti, a volte discordanti e a tratti antitetiche. Trovare un senso, un filo conduttore che traspaia dalle narrazioni, è una sfida che ogni volta ci mette alla prova e dalla quale usciamo sempre arricchiti. È confronto. È vita. È verità.

Ed è proprio la verità a costituire il tratto che unisce ciò che leggerai tra queste pagine. I racconti di questo numero hanno descritto vari modi, anche impensabili, di intravederne uno spicchio. Sebbene l’opinione comune suggerisce che l’unico modo per raggiungerla sia un percorso di tipo analitico, grazie ai mezzi che la scienza offre, siamo convinti che non sempre tutto debba essere visto attraverso la sfera della razionalità. L’istinto e gli errori che commettiamo, a volte, possono aiutarci a cogliere verità che nascondiamo a noi stessi, come vedrete dalle esperienze della protagonista di… [continua a leggere nell’editoriale di StreetBook Magazine]

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StreetBook Magazine #4

Collaborazione (derivato di collaborare: dal latino collabōrare, formato da con- e labōrare ossia lavorare): partecipazione attiva di più persone nella realizzazione di un progetto o di un’impresa.”

L’apertura e lo spirito inclusivo rappresentano da sempre la filosofia su cui si fonda il lavoro di Three Faces. È una predisposizione naturale delle persone che costituiscono il nostro gruppo, amplificata dalla volontà di reazione ad un mondo che spinge all’isolamento e ci fa sentire inermi e impotenti. Nella nostra esperienza siamo venuti in contatto con tantissime piccole realtà, ognuna con il proprio messaggio o con qualcosa da offrire alla collettività. Potrebbe sembrare strano quindi che con tutte queste premesse e proprio nel numero in cui si inaugura una nuova collaborazione, i racconti proposti abbiano come tema la solitudine. Il messaggio che vogliamo far passare è che finché rimaniamo soli, per quanto capaci, siamo pur sempre limitati. Relegati… [continua a leggere nell’editoriale di StreetBook Magazine]

 

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StreetBook Magazine #3

È arrivato pure per noi il momento di cambiare punto di vista: perché anche la terza faccia della medaglia può essere ribaltata. Per uscire dalla comfort zone redazionale ed evitare di adagiarci sulla nostra solita impostazione, durante la progettazione di questo numero, abbiamo deciso di capovolgere il processo creativo.

Se solitamente la prima fase ad essere affrontata è la stesura dei racconti, dai quali creare un’illustrazione da abbinarvi, questa volta abbiamo fatto l’esatto contrario. Alla base c’è una precisa e ponderata scelta concettuale: non vogliamo infatti che lo stimolo che scaturisce da un’opera grafica sia soltanto contemplazione fine a sé stessa, bensì una pratica che deve suggerire emozioni, pensieri, riflessioni. O anche lasciar trasparire una storia. Perché in fondo ogni storia nasce sulla base di un’immagine: sta a noi darle vita.

È basandoci su questa possibilità che abbiamo deciso di lanciare un contest: abbiamo fornito ad una nutrita schiera di… [continua a leggere nell’editoriale di StreetBook Magazine]

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StreetBook Magazine #2

La società odierna, in particolare quella che vive la metropoli, deve confrontarsi quotidianamente con le proprie infinite peculiarità. Anche se spesso il nostro modo di guardare il mondo ci porta ad interpretarlo inconsapevolmente come formato da due opposti, non ci muoviamo in uno scenario bidimensionale nel quale esistono il povero e il ricco, il lavoratore e il disoccupato, l’Italiano e lo straniero, il giusto e lo sbagliato. Tutto si mescola ineluttabilmente, dando vita a una gamma infinita di sfumature e creando un grandissimo meltin’ pot, una ribollita antropomorfa, per intenderci, dalla complessità decisamente superiore rispetto alla nostra capacità di comprenderla. Inutile affannarsi cercando di cogliere quel trait d’union che lega e congiunge: tutto è una costellazione di fatti connessi gli uni con gli altri solo dagli individui, che gettano i loro molteplici punti di vista sulle cose.

Le storie sono nient’altro che questo: specchio di… [continua a leggere nell’editoriale di StreetBook Magazine]

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StreetBook Magazine #1

“Intorno a ogni oggetto ci sono due ragionamenti contrapposti”, scriveva Protagora nelle sue Antilogie. È questo il filo conduttore su cui si basa il numero di StreetBook Magazine che ti stiamo presentando: la contrapposizione. In primo luogo con il Salone del Libro di Torino e le logiche che vi sono dietro – sia al festival in sé, che a buona parte del mondo editoriale contemporaneo -. Dallo stesso contrasto ideologico, quasi dieci anni fa, partì a Firenze un’esperienza chiamata Torino Una Sega, reading/convivio/incontro di scrittori completamente autogestito e all’insegna della condivisione libera. L’iniziativa, in principio ospitata dallo storico Caffé Notte in Oltrarno, fu ideata da un collettivo di autori provenienti da realtà quali “Mostro” e “Collettivo Mensa”, riviste che, in seguito, ispireranno la nascita della pubblicazione che hai tra le mani, oltre ad innumerevoli altre a tema narrativo-informativo. Un’esperienza che ebbe il merito di dare nuova linfa… [continua a leggere nell’editoriale di StreetBook Magazine]

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StreetBook Magazine #0

Lo zero è il numero che precede l’uno e gli altri positivi, a seguito dei numeri negativi. Partendo proprio dalla definizione classica, abbiamo il piacere di presentarvi il numero zero di StreetBook Magazine. Lo zero, infatti, non significa “assenza di valore”: se la temperatura è zero, l’acqua gela, guadagnandone in peso, volume e consistenza. Questo contenitore creativo, proprio come l’acqua che si cristallizza, cresce e si solidifica ad ogni pubblicazione, diventando sempre più un prodotto concreto col trascorrere del tempo. Non possiamo affermare con certezza e arroganza che questa rivista si sia evoluta – preferendo lasciare a voi lettori l’arduo compito di giudicare – ma, quantomeno, possiamo parlare di trasformazione. Se non è la prima volta che ci leggete, noterete tra queste pagine alcuni cambiamenti di forma ma, ci auguriamo, non di sostanza, proprio come l’acqua che raggiunge tale temperatura. Zero, ad esempio, è il numero… [continua a leggere nell’editoriale di StreetBook Magazine]


Questo numero di StreetBook Magazine, come quelli precedenti, non è stato dotato di un tema specifico. Un po’ perché pensiamo sia giusto che i racconti, le illustrazioni e le fotografie si sviluppino autonomamente come ciuffi d’erba in un prato d’asfalto, un po’ perché le strade già tracciate sono spesso le meno interessanti. Ed è proprio dalle Scritture da Strada, il nostro concorso letterario, che abbiamo tratto i testi che troverete tra le pagine di questo numero.

La strada è un brulicare di reticoli nascosti, diversi, composti da mille sfaccettature e significati. […]
E che ci piaccia o no, ognuno di noi è impegnato a percorrere una e più strade; il riuscire o meno a percorrerle dipende soltanto dalle scarpe che s’indossano. E mentre scegli quelle più adatte per intraprendere il tuo cammino, ricorda:

Lotta, leggi, pensa, vivi. Non estinguerti.


 Divenire, tramutarsi, evolversi, cambiare… è quello che emerge, spontaneamente, da questo secondo numero di StreetBook Magazine. ”
Non abbiamo impostato un argomento, come la nostra precisa scelta editoriale ci impone. Non abbiamo dato suggerimenti tematici ai nostri scrittori e ai nostri grafici, perché vogliamo che questo rimanga uno spazio d’espressione libera, in cui far confluire ciò che la mente suggerisce alla penna senza costrizioni di sorta. Eppure, una specie di ordine si è palesato di fronte a noi, senza che nemmeno ce ne rendessimo conto. Il filo comune è il cambiamento, nel suo senso più ampio.
Significativo, questo fatto: è una sorta di ribellione, una inconscia/conscia voglia di rinnovamento, di nuove visioni, di nuovi approcci. Voglia di andare avanti, di mutare ciò che non ci piace e che non ci rappresenta. È il grido di una generazione, è l’espressione di un bisogno comune. Del nostro, del tuo.


Ognuno di noi proviene da un angolo diverso della strada e porta con sé uno zaino in spalla pieno di memorie e conoscenze. Adesso ci troviamo qui riuniti ad un incrocio, con lo stesso obiettivo, la stessa meta.

L’intenzione del progetto Three Faces è quella di aprire gli occhi, di alzare la testa e guardare il mondo che stiamo attraversando in modo diverso. Vogliamo rallentare il passo, intraprendere un percorso che ci porti verso la riscoperta di valori e simboli che stanno andando persi, come il gusto di raccontare una storia, di emozionarsi di fronte alla parola scritta e alle immagini, e sorprendersi di quel che ci insegnano. Vogliamo ritrovare il piacere di osservare senza aver paura di perderci, perché a volte perdersi è la scelta più coraggiosa che possiamo fare e l’unico modo per potersi poi ritrovare.


 

 

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