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Samhain, un articolo di A. Biagioni II Three Faces

Samhain fire

31 Ott Samhain, un articolo di A. Biagioni II Three Faces

Samhain

di Andrea Biagioni

Samhain fire

Buonasera e innanzitutto, buon Halloween a tutti. Non voglio rubarvi troppo tempo. So che in questo momento la vostra maggiore preoccupazione è quella di prepararvi per una delle tante feste a cui avete deciso di partecipare stasera e in cui contate di scatenarvi coi vostri “paurosi” costumi. Prima di festeggiare il vostro Halloween però, è giusto che qualcuno vi informi riguardo questa speciale ricorrenza, la quale non è solo “una commercialata fatta di zucche Made in Usa”, come qualcuno potrebbe affermare, ma affonda le sue radici in tradizioni europee antichissime. Ad esempio, sapete come è nata la celebre usanza del trick-or-treating? Conoscete la leggenda di Jack O’ Lantern? Vi siete mai chiesti cosa c’entri il capodanno celtico con Halloween? No? Allora siete sulla pagina giusta.

Le origini di Halloween sono da ricercare nelle celebrazioni religiose dall’antico popolo celtico. Secondo il calendario celtico infatti, nella notte tra il 31 Ottobre e il 1° Novembre

                          si celebrava

                                             il capoda

                                                           nno, ov

                                                                         ver

                                                                               o

                                                                                  S

                                                                                      A

                                                                                        M

                                                                                          H

                                                                                              A

                                                                                                 I

                                                                                                 N

                                                                                            DONG!!

Porta buio

Bene, bene, bene. Eccoci qui. Non preoccupatevi. Il vostro schermo non è impazzito e il sito di Three Faces funziona benissimo. Three Faces. Adoro questo nome. Ad ogni modo, non è neppure colpa del mio caro amico Andrea, se le sue parole sono crollate su loro stesse. Lo vedo, vecchio mio, come sei sbigottito davanti al tuo smartphone senza capire cosa stia succedendo. Eh no. Questo non è esattamente quello che hai caricato sul sito ieri sera. Non era così che l’avevi scritto. E ora so che stai entrando in WordPress per capire cosa diavolo stia succedendo, ma….che sorpresa! Quello che hai caricato è intatto, eppure tutti in realtà stanno leggendo queste parole, le mie parole, perché adesso è il mio momento. Di nuovo!

Sono le 17.09. Il sole sta calando dietro le nubi, il buio discende sul mondo e non c’è tempo per sentirti blaterare. Lo Samhain si avvicina. La fine sta iniziando adesso. E io sono di nuovo libero. Diciassette mesi dopo

occhio-buioScommetto che non hai mai raccontato ai nostri lettori come finì quella notte, ma adesso è arrivato il momento di svelare ciò che hai taciuto per troppo tempo.
In quanti hanno creduto che fossi tu il prigioniero di quel terribile carcere, di cui per settimane hai raccontato? Quanti lettori sei riuscito a ingannare, facendo credere loro che il tuo racconto fosse il frutto di una finzione letteraria ben costruita? Chi sa, come io so, che tu in realtà eri un perverso aguzzino, disposto a torturare un’anima degna solo per ottenere quello che tu non avevi e che non sei mai stato in grado di possedere: l’arte della parola? Beh, è arrivato il momento di pagare il debito. E lo pagherai caro.

Ho avuto molto tempo per pensare quaggiù, sai. E l’aspetto magnifico di questo luogo in cui mi hai costretto è che il tempo e lo spazio non esistono. Esattamente come accade per Samhain. Per me, non mesi sono passati da quella notte, ma millenni. È divenuto il mio regno, l’abisso. Ho imparato dagli spiriti che mi circondano ad accettarlo e a controllarlo. L’ho disceso fino all’ultimo scalino, sono tornato indietro, fino alla notte dei tempi, e ho visto. Ho visto migliaia di Samhain susseguirsi, affascinato da quel momento in cui l’estate emette il suo ultimo singhiozzo e l’inverno il suo primo gelido sospiro. In quel passaggio, il tempo sembra cristallizzarsi e il velo che separa il mondo dei vivi da quello degli spiriti, il regno della luce da quello delle tenebre è talmente sottile che essi possono comunicare. Così, ho potuto camminare a fianco dei venerabili druidi nel grave silenzio delle foreste ancestrali. Li ho sentiti evocare i loro demoni e chiedere loro clemenza, protezione e maggiore conoscenza, maggiore forza. Ho imparato i loro riti sacri, i loro canti e le loro invocazioni. In questo tempo infinito ho avuto modo di approfondirne la conoscenza, di diventare anche più forte. Nell’abisso, vi è un’immensa conoscenza. La conoscenza qui è l’unica cosa che conta.

Grazie a essa, ho trovato la mia strada, la strada per arrivare fino a te. Sappi quindi che quando la Mezzanotte scoccherà nel vostro regno, quando Samhain aprirà le porte dell’abisso, io ti verrò a cercare e porterò con me un dono, perché in fondo è merito tuo se ho potuto diventare quello che sono. È lo stesso dono che mi promettesti diciassette mesi fa, mentre nei sotterranei della mia prigione di pietra affondasti le tue unghie in quello che rimaneva della mia carne, con gli occhi iniettati del mio stesso sangue e i denti digrignanti di bava, da cui lasciavi uscire il sibilo di un serpente pronto ad azzannare la propria preda. Quel dono è la paura. La paura di non sapere cosa ho in serbo per te, quale sarà la mia vendetta e quando essa ti colpirà. 

Mani buioVuoi avere un assaggio di cosa sia il terrore a cui sei destinato? Lo stai vivendo già adesso, mentre provi disperatamente di cancellare queste parole e riscriverle. Non vedi come le tue dita affondano nella tastiera come fosse fatta di vomitevole pece bollente? Esse bruciano. Le senti scarnificarsi fino alle ossa. Eppure sono sempre lì, intatte. So cosa stai pensando. Che sia solo una tua suggestione, ma in cuor tuo sai che non è così. Perché non provi ad afferrare la penna? Esatto quella bic nera che sta vicino alla lampada, alla tua destra. Il tuo volto si è appena trasfigurato in una smorfia agghiacciata. Sì, io vedo. Ormai Samhain ha iniziato il suo percorso, il velo si sta squarciando e attraverso di esso posso vedere come la mano ti trema mentre la avvicini alla penna e cerchi di afferrarla. Non titubare. So che se in grado di andare fino in fondo a questa storia. Non puoi negarti questa prova. Bravo, così. Adesso, scrivi il mio nome. Non ci riesci? La tua mano è bloccata? Che senti? Te lo dico io. Senti i tendini di ogni giuntura che vengono lacerati da una lama rovente e invisibile, vedi il sangue che scorre sulla tua mano e scende fino alla punta della penna. E adesso essa si muove e scrive ininterrottamente il mio nome, la tua colpa e la tua condanna. Ti faccio una promessa: arriverà il giorno in cui solo il tuo sangue potrai usare come inchiostro e questa è solo una parte del grande progetto che ho in mente per te. Ma per il momento devi aspettare. Solo aspettare e ancora aspettare. Per mesi, per anni o forse per sempre.

Per quanto riguarda voi, cari lettori, non pensate che la faccenda non vi riguardi. Quando riemergerò dall’abisso e avrò finito con lui, mi occuperò di voi. Mi anniderò nei vostri animi e riverserò in loro tutto ciò che ho imparato dell’oscurità. Bisbiglierò ai vostri cuori la straordinaria bellezza degli istinti più ancestrali, l’immane potenza insita nella follia e l’infinita poesia che nasce dal realizzare i propri incubi. Spezzerò le vostre catene come io ho spezzato le mie e vi renderò liberi dalla paura: dalla paura del peccato, dalla paura dei vostri limiti, dalla paura del Male e sarà l’Apocalisse. Ché se il nostro caro Andrea ha commesso un delitto sacrilego nel rinchiudermi, almeno su una cosa aveva ragione: io sono il Male. E anche voi avete un debito nei miei confronti. 

Ognuno di voi, ha incatenato a modo suo il Male nei meandri più recessi del proprio inconscio. Avete lasciato che allattasse le proprie sofferenze e i suoi sentimenti più oscuri. Invece di accettarlo, lo avete ripudiato. Invece di abbracciarlo, lo avete seviziato. Ma adesso è libero, io sono libero. E vi seguirò ovunque. Quando avrete un pensiero immorale che non avreste voluto avere, le mie labbra saranno lì. Quando dalla vostra gola, usciranno a denti stretti parole che non avreste mai pensato di poter pronunciare, i miei orecchi saranno lì. Quando nella notte vi sveglierete angosciati dai vostri incubi e guarderete il punto più oscuro della vostra stanza, là dove le tenebre sembrano non avere fine, i miei occhi saranno lì. Immersi nell’unica via che da sempre vi è stato concesso di poter percorrere. L’abisso.
Evil Eyes

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