Binxet. Intervista a Luigi D’Alife e Elio Germano II Three Faces

Binxet – Sotto il confine

Intervista a Luigi D’Alife e Elio Germano

di Andrea Biagioni

 

911 sono i chilometri che separano la Turchia dalla Siria, ma soprattutto sono il confine che divide famiglie, amici o semplicemente un popolo, quello curdo, e un’idea. A nord di quel confine c’è il Bakur, o Kurdistan turco, la terra in cui quell’idea è stata allattata ed è cresciuta, ma che si è sviluppata binxet, letteralmente “sotto il confine”, ovvero nella Siria del nord dove c’è un luogo che per molti di noi è divenuto sinonimo di speranza, il Rojava, perché è in quel luogo che è stato messo in pratica il più coraggioso e rivoluzionario esperimento politico dell’epoca contemporanea e forse anche delle altre: il confederalismo democratico. Solo che adesso tutto rischia di essere cancellato dalla ferocia imperialista di Erdoğan. Se non lo è ancora è merito di un gruppo di donne e di uomini che hanno deciso non debba finire così e hanno deciso che non possono vincere sempre gli “altri”. Intanto, però la Turchia avanza, muri si alzano, gli affetti vengono divisi, dilaniati, villaggi vengono rasi al suolo dalle bombe sia da un lato che dall’altro, e nel frattempo si fa la conta dei morti, quasi totalmente curdi. Un genocidio. Nel silenzio totale. Nella totale indifferenza della cosiddetta “Comunità Internazionale”.

Per fortuna ci sono persone come Luigi D’Alife che hanno scelto di vivere quella situazione e di mantenere accesa la fiamma intorno a essa, anche in questo arido “Occidente”. Lo ha fatto due anni fa con la sua videocamera e con le parole di chi ci racconta da una passato troppo recente storie che ci appaiono tremendamente attuali, anche se apparentemente già dimenticate, e ci fa domandare dove eravamo esattamente due anni fa per non riuscire a sentire quelle voci. Continua a farlo da mesi e mesi andando di città in città a presentare il suo lavoro che è il frutto di quell’esperienza: Binxet – Sotto il confine. E per raccontare quelle immagini, quelle storie ha scelto la voce di Elio Germano, non solo per le sue doti di attore e narratore ma soprattutto per la sua straordinaria sensibilità che lo avvicina umanamente al dramma di un popolo e alla preservazione dell’idea che qualcosa deve cambiare, se non vogliamo andare incontro all’autoannientamento.

Iniziamo quindi il 2020 con l’intervista che abbiamo avuto l’onore di fare a Elio e Luigi, grazie all’Associazione Sulla Stessa Barca, al Circolo “Lorenzo Orsetti” in occasione della proiezione di “Binxet – Sotto il confine”, tenutasi lo scorso dicembre al cinema Terminale di Prato. In essa, troverete non solo il racconto di come sia nata questa collaborazione, ma soprattutto i propositi che tutti dovremmo perseguire da oggi in poi: informarsi, informare e sostenere anche da qua coloro che hanno lottato per la nostra libertà e ora lottano per la loro. Buona visione. E buon ascolto.

 

Riprese video: Valentina Ceccatelli
Montaggio: Andrea Biagioni
Binxet. Intervista a Luigi D’Alife e Elio Germano II Three Faces

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