Arrivederci a fra vent’anni fa || Intervista ai Meganoidi || Musica e Teatro || THREEvial Pursuit

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23 Lug Arrivederci a fra vent’anni fa || Intervista ai Meganoidi || Musica e Teatro || THREEvial Pursuit

 

Arrivederci a fra vent’anni fa

Intervista ai Meganoidi

di Andrea Biagioni e Simone Piccinni

 

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Chi è nato a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta non può non aver sentito almeno una volta un pezzo dei Meganoidi. Anche per caso: avete visto Le Iene almeno una volta? Li avete sentiti. Siete stati ad una manifestazione agli inizi del 2000? Li avete sentiti. Avete guardato MTV nel periodo tra 2000 e 2003? Li avete sentiti (e visti).

Siamo stati al Capanno 17 di Prato in occasione del loro live di metà marzo rimanendo rapiti dalla semplicità e dall’umiltà di questo gruppo. Un gruppo che ha alle spalle un incredibile ed eclettico percorso artistico: per vent’anni sono stati in grado di evolversi e a far evolvere la loro musica, cambiando pelle in continuazione, rifiutando di adagiarsi sugli allori. Potevano continuare a essere i Supereroi vs Municipale, i Meganoidi contro Daitarn 3. Potevano continuare con lo ska, il punk rock e rimanere là, dove tanti fan della prima ora, della generazione MTV, li hanno lasciati, a Into the Darkness, Into the Moda. Invece ha prevalso la voglia di lasciare l’usato sicuro, di mettersi alla prova e di mettere alla prova i propri ascoltatori. Prima con passo leggero ma sostenuto – si legga Outside the loop, Stupendo Sensation –, poi con l’inizio di un viaggio tortuoso e progressivo che si chiama And we met Impero, che probabilmente è uno dei progetti più ambiziosi, azzardati e meglio riusciti nella storia recente della musica italiana: uno di quei viaggi da cui rischi di non tornare, perché lo senti quando suona che svuota chi ascolta e chi lo ha partorito. Chiedere a Syd Barrett per credere. Invece, per i nostri genovesi è stato un nuovo punto di partenza che da Granvanoeli passando per Al posto del fuoco, arriva fino a Welcome in Disagio.

Comunque, sono passati sei anni dal loro ultimo album, loro sono tornati con Delirio Experience e noi siamo sotto palco. Ora, dovremmo dirvi che hanno fatto prima questa, poi quest’altra, poi ancora quella… no. Non è possibile, non ci va, non vogliamo, perché significherebbe ridurre tutto ad una lista di canzoni e relativi giudizi. Vi diremo solo che le hit le hanno fatte, almeno siete contenti. Vi diremo che gran parte del nuovo album è stato eseguito in un modo che, se hai ascoltato Delirio Experience, non ti saresti aspettato: le canzoni, le stesse canzoni che nell’album sanno di un piacevole ritorno al futuro, che ti rimangono in testa e magari ti fanno ancora riflettere – sintomo che, sul messaggio, i Meganoidi non hanno perso il loro tocco – quando le ascolti live hanno la potenza di una bomba H che sprigiona centinaia di migliaia di chilotoni (chiediamo venia per la metafora bellica, ma ci stava).

Ecco il video dell’intervista che ci hanno gentilmente concesso.

 

Riprese video e montaggio: Mattia Martini

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